E80 verso oriente

Corre l’anno 2001 è agosto, a Milano fa un caldo cane e io sono un assistente fotografo squattrinato, da li a poco sarei partito alla volta della E80 l’autostrada che collega l’Italia alla Turchia.

jacopo attardo e mattia bagnoli lungo la E80 nei pressi di sarajevo 2001. fotografia a colori analogica nikon fm2
Io sono quello con la t-shirt nera e mi vesto ancora così tutti i giorni dopo quasi vent’anni.

Mi chiama da Bologna il mio amico Mattia che poi sarebbe diventato un nome di punta del giornalismo italiano ma all’epoca è uno squattrinato come me:

senti fratello sono qui con un paio di amici e si pensava di comprare una macchina usata e andare da Bologna ad Izmir. Passiamo per i Balcani, vediamo Sarajevo ecc. Percorriamo tutta la E80, l’autostrada che ci collega con l’oriente. come la vedi?”

Il giorno dopo ero sul treno senza biglietto con la mia Nikon FM2, due obiettivi fissi, alla volta Bologna.

Abbiamo comprato una Volvo Polar per 500 euro ribattezzata Samarcanda, fatto un minimo di piano di viaggio, saltato alla prima tappa, e siamo partiti.

lungo la E80 strade della bosnia. fotografia a colori analogica nikon fm2

Sarajevo mi dicono che oggi sia un posto molto allegro, io nel 2001 ero rimasto molto colpito dal fatto che sembrava ancora una città post bellica.

Buchi di granate nelle strade, polizia e militari ogni dove.

Sarajevo

Sarajevo campo da basket. fotografia analogica in bianco e nero. nikon FM2 kodak tri-x 400. lungo la E80

I cimiteri di Sarajevo si intrecciano con la città andando a creare una sorta di fiume bianco che attraversa le vite di tutti.

I caduti della guerra erano in buona parte della mia generazione e questo camminando per le strade si avvertiva, era come se mancasse una fetta di popolazione all’appello.

Sarajevo cimitero cittadino. fotografia analogica in bianco e nero. nikon FM2 kodak tri-x 400. lungo la E80

In un mese di viaggio Samarcanda si è rotta 4 volte nei modi più svariati e fantasiosi, d’altra parte l’avevamo pagata 500 euro…

Strade della bulgaria lungo la E80. fotografia analogica a colori nikon FM2.

Ma quando hai vent’anni e niente da fare non esistono imprevisti in un viaggio, solo cose che succedono.

Strade della bulgaria lungo la E80. fotografia analogica a colori nikon FM2.  campo di girasoli
Strade della bulgaria lungo la E80. fotografia analogica a colori nikon FM2.  campo di girasoli
Strade della bulgaria lungo la E80. fotografia analogica a colori nikon FM2.  campo di girasoli

A 120 Km a nord di Sofia in Bulgaria c’è il secondo monastero ortodosso al mondo, il Monastero di Rila.

Monastero di Rila

monastero ortodosso di Rila Bulgaria  . fotografia analogica in bianco e nero scattata con Nikon FM2 e kodak tri-x 400.
Monastero di Rila
monastero ortodosso di Rila Bulgaria . fotografia analogica in bianco e nero scattata con Nikon FM2 e kodak tri-x 400.

Coda alla frontiera

Sono passati relativamente pochi anni ma ancora in quel periodo le frontiere nei Balcani erano lente e complicate, per passare da un paese all’altro poteva volerci un giorno intero di code, controlli, passaporti ecc.

Strade della bulgaria. fotografia analogica a colori nikon FM2.  fermi sulla E80
Strade della bulgaria. fotografia analogica a colori nikon FM2.
Strade della bulgaria. fotografia analogica a colori nikon FM2.
Un giovane Jacopo con poca barba ma lo stesso identico dress code…

E’ stato un bellissimo viaggio, non il più lungo o il più esotico che abbia fatto, ma lo ricordo con grande affetto.

Ne è nato anche un libro fatto a quattro mani da me e Mattina “E80 autostrada per l’oriente” edito da Scribastudio, del quale forse ho una copia in qualche scatolone dell’ultimo trasloco.

Author: Jack

papà, pubblicitario, fotografo, karateka.

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