India in camera oscura

Chiuso in camera oscura rivedo l’India nella luce rossa, che poi questa è una delle magie dello stampare, che rivivi tattili delle cose che hai visto anche a distanza di anni.

E’ il 2009, la mia prima volta in India, il primo viaggio con Chiara.

Questa è Papanasam beach, il luogo dove è nata l’Ayurveda, un posto l’energia magnetica è così forte che apparecchi elettronici non funzionano e i cellulari impazziscono.

Quando piove o c’è vento dal mare arriva un’energia tale che ti riempie i polmoni e ti fa girare la testa.

Piacere analogico

Niente elettronica, niente preview, in quell’occasione avevo con me “Killer Queen” la mia prima macchina, quella con cui facevo moda alla fine degli anni 90, una Nikon FM 2 con paio di ottiche AI.

Scattare in digitale è fantastico perché rende più veloci tutte le fasi noiose come lo sviluppo e quindi permette di fare ricerca più in fretta, sperimentare di più e quindi crescere anche creativamente.

Però io sono nato fotograficamente con le Nikon meccaniche e Hasselbald e quando ho tempo e voglio stare davvero bene scatto con quelle.

Author: Jack

papà, pubblicitario, fotografo, karateka.

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