Lupo Attardo

Lupo Attardo, regista e mio abituale “partner in crime”, sulle scale del palazzo libery che ospita la sede di Neon Production a Milano.

Ritratto in bianco e nero del regista Lupo Attardo sulle scale liberty del palazzo che ospita la casa di produzione Neon Production
fotografia in bianco e nero jacopo attardo
Ritratto in bianco e nero del regista Lupo Attardo sulle scale liberty del palazzo che ospita la casa di produzione Neon Production

Quando avevo vent’anni ho fatto l’assistente (lo schiavo) per Enrico Magri, tra le mille cose che mi ha insegnato c’è che devi sempre (sempre, sempre) avere con te la tua macchina.

Io ho un trilione di macchine di ogni genere, ma la macchina che mi tiro dietro nel quotidiano mi deve piacere ad un livello che ha poco di razionale.

Una delle combo che più amo è la Fujifilm x pro1 con il 7Artisan 25mm 1.8.

Non sto qui a dilungarmi sulle caratteristiche tecniche perché non è il mio lavoro fare recensioni. Però io e quella macchina andiamo d’accordo e l’ottica ha un fuoco manuale vero e una pasta che sembra un vecchio Leica anni 50.

Comunque devo sempre avere una macchina con me altrimenti mi sento come se girassi senza pantaloni. E poi è l’unico modo per fare dei ritratti è avere dietro la macchina quando incontri un regista e una scala liberty.

Author: Jack

papà, pubblicitario, fotografo, karateka.

2 thoughts

  1. “Comunque devo sempre avere una macchina con me altrimenti mi sento come se girassi senza pantaloni”…
    Io ho la stessa malattia! Fa piacere sapere che siamo in tanti…

    1. Si è così ogni giorno, e poi non basta neanche pensare che dietro ho il cellulare: mi serve proprio una macchina vera. Facendo così negli anni ho perso ogni tipo di inibizione sia a portarmela al collo, sia a fotografare le persone che siano sconosciuti o meno. Ogni tanto esagero e la gente me lo fa notare…

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